Il sale della vita

11.2.2017 | 08:33

DA 2:17L’organismo di un uomo adulto contiene oltre due etti di sale, che ogni giorno in parte perde attraverso sudore e urina. Il bisogno di integrarlo è sempre stato prioritario, soprattutto in epoche antiche, in cui le temperature terrestri erano molto elevate e il cacciatore-raccoglitore era costretto a lunghi spostamenti per la ricerca di cibo e riparo.
Da moneta di scambio a conservante, il sale (cloruro di sodio, NaCl) ha rappresentato in passato un bene prezioso e pertanto molto ricercato. Documenti risalenti all’Ottocento a. C. testimoniano il primo metodo di raccolta messo a punto in Cina e ripreso successivamente da altre civiltà. In Asia, in Europa e nelle Americhe il trasporto del sale avveniva attraverso mezzi d’imbarcazione lungo mari e fiumi, mentre nel Sahara, ancora oggi, avviene per via terrestre. Sia le civiltà orientali che quelle occidentali hanno trovato nel commercio del sale uno stimolo allo sviluppo: basti pensare alle innumerevoli attività commerciali che ha caratterizzato non solo per la sua produzione ma anche per il suo utilizzo quale conservante. Attorno a questo composto sono avvenute invasioni, guerre e lotte sociali (nel 1930 fu proprio il rifiuto della tassa sul sale a innescare, con Gandhi, la lotta per l’indipendenza dell’India).
Dall’Ottocento in poi, nuove tecnologie di conservazione (pastorizzazione, surgelamento, uso di conservanti di sintesi) hanno reso il sale meno necessario. Tuttavia, il gusto che esso conferisce agli alimenti lo rende ancora oggi una materia prima importante: fra le nostre percezioni il salato è da sempre un gusto molto attraente. Oltre ad essere essenziale per la sopravvivenza, migliora gli odori e le altre percezioni gustative. È noto, infatti, l’impegno dell’industria alimentare nella ricerca della miscela perfetta fra sale e zucchero al fine di rendere i suoi prodotti estremamente palatabili e, quindi, fidelizzanti.
Il sale è presente in natura in quasi tutti gli alimenti. Ma la quantità maggiore che oggi ingeriamo deriva dai prodotti trasformati e da quello aggiunto in cucina. Oggi, ne consumiamo una quantità eccessiva che espone a patologie cardiovascolari e tumorali importanti. L’allarme lanciato anni fa da SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) riguarda soprattutto l’eccesso di sale nella dieta dei bambini, che inizia spesso dallo svezzamento. Questa pratica è particolarmente dannosa, non solo perché dà adito precocemente ad alterazioni a carico della parete dei vasi sanguigni, ma anche perché l’abitudine a consumare cibi troppo sapidi sin dall’infanzia renderà più difficile contenere il consumo di sale da adulti. Per ridurne il consumo, in realtà, bastano poche regole: ricorrere solo ogni tanto ai prodotti lavorati (ad es., carni e pesce conservati), sostituirlo con spezie, erbe aromatiche e succo di agrumi nei condimenti e, in generale, abituarsi gradatamente a non aggiungerlo alle pietanze.
Per quanto riguarda l’infanzia, è consigliabile inserirlo più tardi possibile nella cottura e nei condimenti, così come ritardare l’accesso a cibi e snack industriali ad alta palatabilità.

Testo di Giusi D’Urso, biologa nutrizionista.

Immagine tratta da Dimensione Agricoltura.

Riprendono gli Incontri intorno al cibo

9.1.2017 | 07:19

Il 27 gennaio 2017, il primo Incontro intorno al cibo dell’anno!
Vi aspettiamo numerosi.

 

anziani

Per i piccoli sportivi e le loro famiglie!

11.12.2016 | 15:52

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Il 3 dicembre!

25.11.2016 | 22:26


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Che fine hanno fatto i nostri microbi?

18.11.2016 | 07:54

Mai come oggi, i batteri sono stati al centro dell’attenzione scientifica. E a giusta ragione, visto che il numero di microrganismi ospiti nel nostro corpo supera di gran lunga quello delle cellule umane. Tanto da chiedersi chi davvero ospita chi!
Dalla simabocabiosi in perfetto equilibrio alle patologie che oggi hanno le caratteristiche di una pandemia: come è cambiato il rapporto dell’essere umano con i batteri che lo popolano? A cosa ha portato l’utilizzo esagerato di antibiotici? Quali conseguenze stiamo scontando a causa di questi cambiamenti?
Un testo agile ma rigoroso che ci aiuta a fare chiarezza su un argomento di interesse comune: la nostra salute.


Che fine hanno fatto i nostri microbi?

M. J. Blaser
Aboca

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine tratta da www.abocamuseum.it

Stress e peso corporeo

5.10.2016 | 07:33

Ovvero, come un meccanismo salvavita può giocare brutti scherzi!

da Spunti di NutrizioneTutti noi, oggi, ci sentiamo “stressati”, nel senso che siano oberati di impegni, affaticati dalle corse con il tempo, sfiancati dalla costante sensazione di non farcela. Tuttavia, il termine stress dal punto di vista biologico è un adattamento molto antico che, in condizioni estreme, ci ha permesso di sopravvivere. Si tratta, infatti, di una serie di risposte efficientissime in grado di attivare le nostre riserve energetiche nei momenti in cui se ne presenti la necessità. Pensiamo, ad esempio, al bisogno di fughe veloci dinnanzi a un grosso predatore o a un terremoto. Nulla di più utile e positivo, dunque!
In realtà, però, così come lo viviamo oggi, lo stress diventa uno stato di allerta cronico che riserva non poche sorprese svantaggiose per la nostra salute. In primo luogo, è alla base della produzione continua di cortisolo, ormone deputato, fra molte altre cose, a stimolare il rilascio di glucosio nel sangue e la tendenza a scegliere cibi calorici (sempre per l’antichissimo “vizio” di utilizzare l’energia per salvarci la pelle!). Questa tendenza provoca un aumento della produzione di insulina che, una volta immessa nel sangue, favorisce accumulo di scorte adipose. La situazione di ipersecrezione insulinica protratta a lungo inibisce la risposta del cervello a un altro ormone importante: la leptina, prodotta dalle cellule adipose come segnale di sazietà. Le cose sono ulteriormente peggiorate dal fatto che lo stress a lungo termine e la conseguente produzione prolungata di cortisolo rendono il sonno più breve e meno riposante: questo innalza i livelli di grelina, ormone gastrico e pancreatico che stimola l’appetito. Inoltre, il ricorso a cibo calorico dovuto agli alti livelli di cortisolo si traduce oggi nella tendenza a consumare alimenti “consolatori” (comfort food) che un tempo non esistevano e che mettono a dura prova il nostro equilibrio metabolico. Tutto, dunque, gioca contro il mantenimento di un peso corporeo adeguato e saperlo ci aiuta a capire come uscire da questo loop che si autoalimenta. Insieme a scelte alimentari adeguate ed equilibrate, quindi, diventa importantissima anche la gestione dello stress.

Testo di Giusi D’Urso, immagine tratta dal libro “Spunti di Nutrizione ed altro…” MdS Editore

Orientarsi sulla sindrome dell’intestino irritabile – Letto per voi

23.9.2016 | 19:42

20160923_164021E’ un piccolo testo, maneggevole e di agile lettura, dedicato a chi voglia farsi un’idea chiara sulla colite, sulla sua origine, i sintomi e gli stili di vita adeguati per tenerla sotto controllo. Uno strumento di orientamento, per comprendere le funzioni intestinali e la loro complessità. E’ suddiviso in tre sezioni: dall’inquadramento clinico del gonfiore addominale, fino alle possibilità di intervento, passando per la comprensione delle cause della sindrome dell’intestino irritabile.
Una lettura gradevole e molto utile.

Colite. Qual è il problema?
Come orientarsi sulla sindrome dell’intestino irritabile.
Andrea Lugli e Giuseppe Ventriglia

Aboca

http://www.aboca.com/

Dimagrire con le erbe – Letto per voi

12.9.2016 | 22:23

dimagrire_con_le_erbe_6638“Dimagrire con le erbe” è un testo agile ma allo stesso tempo ricco di notizie e concetti, supportati dall’esperienza di chi da molti anni si dedica alla ricerca in campo fitoterapico, con professionalità e rigore scientifico. In realtà, non si tratta solo di un libro sul dimagrimento ma di un testo che guida il lettore verso stili di vita più sani e l’utilizzo ragionato delle piante officinali. La quarta di copertina, infatti, recita: “l titolo non è un’illusione, ma la direzione più corretta per valorizzare le virtuosità della nostrana “dieta mediterranea”, affiancare i risultati di un progressivo esercizio fisico e supportare mente, animo e stomaco nelle comprensibili situazioni di difficoltà che uno stravolgimento di abitudini sprovvedute può indubbiamente portare. Nel rispetto del proprio corpo, della propria condizione di salute, dei propri stati d’animo.” 


Lo abbiamo letto per voi e ve lo consigliamo. Buona lettura!

Dimagrire con le erbe
 Fabio FirenzuoliFrancesco EpifaniValeria Severi
Lswr

 

La MezzaLuna al camp estivo!

23.7.2016 | 10:25

IMG_2195bisMercoledì 13 luglio La MezzaLuna è stata invitata da Federica Rosa-Clot, esperta di yoga per bambini e discipline olistiche, ad Acqui Terme, per realizzare un laboratorio sulla consapevolezza alimentare all’interno di un camp olistico residenziale rivolto a bambini di età compresa fra 7 e 10 anni.
Durante il camp, che si è svolto in un bellissimo angolo della campagna alessandrina, Federica ha proposto attività di vario tipo che hanno portato i bimbi a contatto con la natura e i suoi elementi (aria, acqua, terra e fuoco) e fra queste ha ritenuto essenziale lavorare sul cibo e sulla consapevolezza alimentare.IMG_2201
Nel pensare le attività abbiamo integrato il lavoro sui contenuti (consumo di frutta e verdura, spesso ostico per i bimbi) alla creazione di una dimensione conviviale e giocosa. Abbiamo fatto conoscenza con i bimbi coinvolgendoli nella preparazione del pranzo, mentre parlavamo di gusti, disgusti e abitudini alimentari in generale. I bambini hanno formato una squadra efficientissima: chi pestava basilico e pinoli per un pesto profumato, chi  sbatteva le uova e tritavano le erbe aromatiche per la frittata.
Nel pomeriggio, dopo una piccola siesta, abbiamo continuato con le attività proponendo la scopertasensoriale di frutti e ortaggi. I bimbi sono stati invitati a riconoscere un frutto o un ortaggio ad occhi bendati. In questo modo abbiamo esercitato prima il tatto, un senso che con la crescita tende ad essere meno utilizzato nella conoscenza della realtà, e poi l’olfatto. I frutti e gli ortaggi utilizzati sono stati una IMG_2200pesca gialla, una pesca noce, un pomodoro grande tondo liscio e una pomodorino ciliegino. Dopo aver ipotizzato il tipo di frutto e ortaggio che ognuno aveva, abbiamo tolto la benda e abbiamo utilizzato la vista e, per chi voleva, il gusto. Abbiamo parlato di sapore, consistenza, grado di maturazione. Abbiamo pIMG_2199oiaggiunto alle scoperte un pomodoro canestrino e una pesca di pasta bianca introducendo così il tema della biodiversità, soffermando l’attenzione dei bimbi sulle differenze che ci sono fra tipi diversi dello stesso frutto e ortaggio. C’è stato un allegro assaggio di frutti mordicchiati e anche i bimbi più selettivi si sono incuriositi.
Siamo poi passati a lavorare sulla stagionalità. A coppie i bimbi dovevano costruire un ciclo delle stagioni in cui collocare delle sagome di frutti e ortaggi che dovevano prima riconoscere e colorare. È stato uno spasso ascoltare i bimbi che confrontavano, a volte anche in modo acceso, i loro punti di vista su come collocare le figure nella stagione giusta! Il fico è finito in piena estate e il cocomero a primavera… ma dopo aver discusso insieme del lavoro di IMG_2196bisogni coppia tutti i frutti e gli ortaggi sono tornati nella loro giusta stagione!IMG_2197bis
L’ultima attività ha messo il corpo in movimento! Abbiamo realizzato un mimo di frutti e ortaggi in movimento i cui ogni bimbo doveva mimare con il corpo e con un’espressione del viso un frutto e un ortaggio e gli altridovevano indovinare.
Ci siamo salutati con la lettura di una storia sull’importanza della condivisione e della convivialità.
Le attività sono state impostate vedendo nell’esperienza diretta, fisica e sensoriale, lo strumento più efficace per un lavoro educativo che non perda però mai di vista la dimensione ludica, in modo tale che provare piacere e divertimento durante le attività lasci un vissuto positivo legato al tema del cibo.

 

Testo e immagini di Giorgia Tacconi, biologa nutrizionista.

 

 

Veloce o leggero?

10.7.2016 | 22:21

farro1Estate, tempo di mare e di cibi leggeri. Ma, attenzione e non scambiare per leggerezza la velocità! Con l’arrivo del caldo, si sa, mettersi ogni giorno ai fornelli non è proprio il massimo. Ma portando a tavola cibi che non richiedono alcuna preparazione si rischia di appiattirsi su affettati, formaggi e tonno in scatola, rischiando di rendere monotona la propria alimentazione e di introdurre più grassi e proteine animali del solito. Per ovviare a questo inconveniente è bene organizzarsi cucinando solo un paio di volte a settimana, facendo le “giuste” scorte da utilizzare poi nei giorni successivi. Un’ottima soluzione la offrono i cereali come il riso integrale e il farro, ma anche il cous cous e la quinoa (pseudocereale) che, una volta prepararti in quantità superiori a quelle necessarie nell’immediato, possono essere conditi, nei giorni successivi, a nostro piacimento con ortaggi stagionali e legumi, anch’essi precedentemente lessati. Ci aiuta molto la produzione estiva di verdure, colorate, versatili e ricche di sali minerali, che di volta in volta possono essere lessate, cotte in umido o consumate crude, oppure cotte al forno. Non dimentichiamo, poi, l’uso delle spezie e delle erbe aromatiche che esaltano i sapori e aiutano la digestione. Infine, da considerare anche i piatti tradizionali come ad esempio la panzanella, che può rappresentare un’ottima soluzione per un pranzo sulla spiaggia se arricchita di una fonte proteica, come le scaglie di grana o ceci lessi, e seguita da un buon piatto di verdura di stagione. Con un po’ di buona volontà e di fantasia, basta investire bene un po’ di tempo ogni settimana per godersi un’estate sana e gustosa.

Testo e immagine di Giusi D’Urso, biologa nutrizionista