La mensa scolastica (seconda parte)

9.9.2014 | 21:30

L’importanza della continuità tra scuola e famiglia

Immagine2Dopo aver messo in evidenza l’indubbia occasione educativa che la mensa scolastica offre, vorrei soffermarmi sull’importanza di una buona continuità nell’educazione alimentare tra scuola e famiglia. La scuola e la casa sono infatti i luoghi dove il bambino ha maggiori occasioni di acquisire un buon rapporto con il cibo e con la tavola e dove può osservare maggiormente il comportamento alimentare degli altri.
Quando un bambino mangia poco o mangia troppo, spesso si dà la colpa alla scuola o alle abitudini familiari scorrette. La verità è, a mio avviso, che questi due ambiti devono funzionare in modo sinergico e mandando il più possibile gli stessi messaggi al bambino.
E’ importante, ad esempio, che le famiglie si informino sulle novità introdotte della mensa scolastica, sia per poterle valorizzare parlandone con i figli, sia per dare continuità sulle tavole di casa.
Qualche anno fa ad esempio, nel territorio in cui vivo, era stato introdotto il “piatto unico”, scegliendo alimenti che, uniti in un’unica ricetta, fornissero al bambino il corretto apporto nutrizionale. Ricordo che questa iniziativa ebbe molte difficoltà fin da subito; in parte perché molti bambini non mangiavano quel piatto e quindi restavano digiuni, non avendo la possibilità di sceglierne un secondo, in parte perché quel tipo di abitudini in molte case non c’era, per cui il bambino si trovava disorientato.
Un’altra occasione di continuità che si può creare tra scuola e famiglia è offerta dai numerosi progetti di educazione alimentare che sempre più insegnanti scelgono di proporre ai propri alunni.
Le offerte formative sono molte e i ragazzi rispondono sempre con entusiasmo e curiosità, come mi dice la stessa esperienza personale.
Ecco, affinché queste occasioni siano ancora più preziose, è bello che arrivino anche nelle case, che vengano raccontate, che offrano lo spunto per attuare qualche cambiamento nelle abitudini di tutta la famiglia o che magari portino a scegliere di passare una domenica a visitare un’azienda agricola tutti insieme invece di un centro commerciale.

Infine, di fondamentale importanza anche il confronto tra insegnanti e genitori, specialmente quando un bambino ha un rapporto difficile con il cibo. E’ infatti possibile che i comportamenti siano differenti a casa e a scuola e questo è già un primo motivo per cui uno scambio risulta utile. Inoltre può succedere che i genitori osservino tra le mura di casa qualcosa che alle insegnanti è sfuggito o viceversa.
Dunque si fa educazione alimentare ogni giorno sia a casa che a scuola. Gli adulti di riferimento portano sé stessi e il loro rapporto con il cibo ai ragazzi ed è importante che i modelli educativi forniti vadano in un’unica, virtuosa direzione.

 

Articolo di Cristina Cherchi

Immagine de La MezzaLuna

 

 

 

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