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Voce del verbo “conservare”.

24.8.2013 | 19:28

Dalle marmellate ai sottolio e i sottaceto, le conserve fanno parte della nostra tradizione e delle nostre abitudini in cucina. Quella della passata di pomodoro è una delle più tradizionali e, probabilmente, più laboriose. Ci sono molti metodi diversi di preparare questa conserva. Oggi, ci piace condividere il nostro momento di tradizionale parsimonia e lungimiranza che connota quest’ultimo scorcio d’estate.

Ecco a voi, dunque, la passata di pomodoro!

1I pomodori più adatti alla conserva sono i San Marzano o gli oblunghi. In questa stagione sono maturi, rossi e polposi. Sceglieteli locali! Lavateli accuratamente e tagliateli longitudinalmente per liberarli dei semi, dell’acqua interna ed eventuali parti bianche.

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Spezzettare i pomodori e aggiungete, a piacere, un po’ di cipolla bianca dolce.4

Fate bollire senza sale e, quando la buccia dei pomodori comincia a staccarsi, scolate e fate sgocciolare bene l’acqua di cottura (da riutilizzare per arricchire brodi, minestre ed arrosti o, una volta raffreddata, per annaffiare le piante).

Utilizzando un passatutto elettrico che scarta semi e bucce, raccogliete la polpa e imbottigliate.

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Ponete le bottiglie in un calderone per sterilizzarle

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(per 20-30 minuti dalla bollitura), facendo attenzione che non si urtino l’una con l’altra. Per evitare l’inconveniente può essere utile avvolgerle in teli di stoffa (ricavate da vecchie tovaglie o vecchie lenzuola!).

 

La passata di pomodoro è ricchissima di licopene,

un potentissimo antiossidante.

Testo e immagini di Giusi D’Urso.

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