Un nuovo incontro intorno al cibo

20.4.2017 | 14:49

Ne parliamo alla cia.pesce.mezzaluna.28-04-2017

La MezzaLuna a Botanica!

11.4.2017 | 08:43

Le aziende de La Spesa in Campagna e La MezzaLuna a Botanica.

KriziaGrazie al Comune e all’Associazione Villa Caruso si è svolta a Lastra a Signa la VIII edizione di Botanica, una manifestazione che coniuga temi artistici, scientifici e di conoscenza del patrimonio vegetale con particolare attenzione alla BIODIVERSITA’.

Il parco storico monumentale di Villa Caruso per l’occasione ha accolto espositori e produttori di fiori, arbusti e piante nonché stand gastronomici di cibi di strada, uno stand di cucina vegana con proposte  a base di canapa e birrifici artigianali.

La manifestazione in questa edizione ha avuto come tema la biodiversità e si è avvalsa della collaborazione dell’Istituto Agrario di Firenze e dell’associazione delle Donne in Campo, facente parte della Cia, presieduta da Daniela Vannelli.

I Percorsi di educazione alimentare sono stati curati da Krizia Casini, biologa nutrizionista de La MezzaLuna – Centro di Educazione Alimentare.

Tra le aziende espositrici Gugliemi Carla con i suoi grani antichi e Agricola Gorelli con i suoi ortaggi di stagione. Entrambe le aziende fanno parte del mercato de La Spesa in Campagna a Pisa che si tiene ogni Venerdì presso il Circolo Arci Pisanova. (sb)

 

 

Immagine e testo della Confederazione Italiana Agricoltori

Spunti di luna…in cucina!

18.2.2017 | 12:23

Sformato di cavolfiore

Ingredienti per 4 persone: 1 cavolfiore di grandi medie dimensioni, due radici di topinambur, aglio e prezzemolo per un battuto, 2 uova, sale q.b., parmigiano grattugiato, pangrattato, verdura a foglia verde (tipo bietola, spinaci, cavolo nero), formaggio a fette.

Preparazione
20170216_144632Lessare separatamente al microonde o in pentola con poca acqua il cavolfiore, il topinambur e la verdura. Quest’ultima andrà strizzata e lasciata da parte per il ripieno dello sformato. Mettere in una terrina e amalgamare cavolfiori e topinambur con la forchetta, fino a ridurli in crema grossolana. Aggiungere le uova, una mangiata di pangrattato, un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato, un battuto di aglio e prezzemolo e sale q.b. Amalgamare l’impasto e stratificarne una parte in una teglia unta con olio e.v.o. Adagiare sul primo strato di verdura il formaggio a fette e la verdura a foglia verde a pezzetti. Aggiungere una manciata di parmigiano grattugiato e ricoprire il tutto con il rimanente impasto. Sulla superficie dello sformato setacciare un po’ di pangrattato per favorire la gratinatura superficiale. Cuocere in forno a 180-190°C per 20-30 minuti.

 

Il cavolfiore è una brassicacea da sempre presente nella nostra tradizione culinaria. Può essere consumato crudo in insalata, ma più frequentemente viene portato in tavola lessato. Contiene molti nutrienti e anutrienti importantissimi per la nostra salute: antiossidanti, sali minerali, vitamine, fibra, amidi; e a dispetto della sua ricchezza nutrizionale, è un alimento a bassissimo impatto calorico. La presenza, in questo ortaggio, di sostanze sulfuree volatili che liberandosi ne rendono sgradevole l’odore è spesso causa di rifiuto da parte di molte persone,soprattutto dei bambini e degli adolescenti. Questa ricetta rappresenta uno dei tanti modi in cui il cavolfiore può essere proposto a chi non riesce a mangiarlo semplicemente lesso. La presenza, inoltre, del topinambur arricchisce la pietanza di inulina, un tipo di fibra solubile ottima per la salute del microbiota intestinale e con l’importante proprietà di abbassare la i livelli di glucosio nel sangue. Anche la verdura a foglia verde, apporta una quota importante di sostanze benefiche, soprattutto fibra, sali minerali e antiossidanti. Mentre il formaggio e le uova, con le loro proteine e i loro grassi, sebbene presente in misura esigua, aiutano a raggiungere e mantenere il senso di sazietà.

20170216_145047

20170216_145545-120170216_154032

 

 

 

 

Buon appetito da La MezzaLuna!

 

 

Testo e immagini di Giusi D’Urso.

Il sale della vita

11.2.2017 | 08:33

DA 2:17L’organismo di un uomo adulto contiene oltre due etti di sale, che ogni giorno in parte perde attraverso sudore e urina. Il bisogno di integrarlo è sempre stato prioritario, soprattutto in epoche antiche, in cui le temperature terrestri erano molto elevate e il cacciatore-raccoglitore era costretto a lunghi spostamenti per la ricerca di cibo e riparo.
Da moneta di scambio a conservante, il sale (cloruro di sodio, NaCl) ha rappresentato in passato un bene prezioso e pertanto molto ricercato. Documenti risalenti all’Ottocento a. C. testimoniano il primo metodo di raccolta messo a punto in Cina e ripreso successivamente da altre civiltà. In Asia, in Europa e nelle Americhe il trasporto del sale avveniva attraverso mezzi d’imbarcazione lungo mari e fiumi, mentre nel Sahara, ancora oggi, avviene per via terrestre. Sia le civiltà orientali che quelle occidentali hanno trovato nel commercio del sale uno stimolo allo sviluppo: basti pensare alle innumerevoli attività commerciali che ha caratterizzato non solo per la sua produzione ma anche per il suo utilizzo quale conservante. Attorno a questo composto sono avvenute invasioni, guerre e lotte sociali (nel 1930 fu proprio il rifiuto della tassa sul sale a innescare, con Gandhi, la lotta per l’indipendenza dell’India).
Dall’Ottocento in poi, nuove tecnologie di conservazione (pastorizzazione, surgelamento, uso di conservanti di sintesi) hanno reso il sale meno necessario. Tuttavia, il gusto che esso conferisce agli alimenti lo rende ancora oggi una materia prima importante: fra le nostre percezioni il salato è da sempre un gusto molto attraente. Oltre ad essere essenziale per la sopravvivenza, migliora gli odori e le altre percezioni gustative. È noto, infatti, l’impegno dell’industria alimentare nella ricerca della miscela perfetta fra sale e zucchero al fine di rendere i suoi prodotti estremamente palatabili e, quindi, fidelizzanti.
Il sale è presente in natura in quasi tutti gli alimenti. Ma la quantità maggiore che oggi ingeriamo deriva dai prodotti trasformati e da quello aggiunto in cucina. Oggi, ne consumiamo una quantità eccessiva che espone a patologie cardiovascolari e tumorali importanti. L’allarme lanciato anni fa da SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) riguarda soprattutto l’eccesso di sale nella dieta dei bambini, che inizia spesso dallo svezzamento. Questa pratica è particolarmente dannosa, non solo perché dà adito precocemente ad alterazioni a carico della parete dei vasi sanguigni, ma anche perché l’abitudine a consumare cibi troppo sapidi sin dall’infanzia renderà più difficile contenere il consumo di sale da adulti. Per ridurne il consumo, in realtà, bastano poche regole: ricorrere solo ogni tanto ai prodotti lavorati (ad es., carni e pesce conservati), sostituirlo con spezie, erbe aromatiche e succo di agrumi nei condimenti e, in generale, abituarsi gradatamente a non aggiungerlo alle pietanze.
Per quanto riguarda l’infanzia, è consigliabile inserirlo più tardi possibile nella cottura e nei condimenti, così come ritardare l’accesso a cibi e snack industriali ad alta palatabilità.

Testo di Giusi D’Urso, biologa nutrizionista.

Immagine tratta da Dimensione Agricoltura.

Riprendono gli Incontri intorno al cibo

9.1.2017 | 07:19

Il 27 gennaio 2017, il primo Incontro intorno al cibo dell’anno!
Vi aspettiamo numerosi.

 

anziani

Per i piccoli sportivi e le loro famiglie!

11.12.2016 | 15:52

piccoli-atleti-mangiano

Il 3 dicembre!

25.11.2016 | 22:26


15069049_1108926689222851_5741325183668974520_o

Che fine hanno fatto i nostri microbi?

18.11.2016 | 07:54

Mai come oggi, i batteri sono stati al centro dell’attenzione scientifica. E a giusta ragione, visto che il numero di microrganismi ospiti nel nostro corpo supera di gran lunga quello delle cellule umane. Tanto da chiedersi chi davvero ospita chi!
Dalla simabocabiosi in perfetto equilibrio alle patologie che oggi hanno le caratteristiche di una pandemia: come è cambiato il rapporto dell’essere umano con i batteri che lo popolano? A cosa ha portato l’utilizzo esagerato di antibiotici? Quali conseguenze stiamo scontando a causa di questi cambiamenti?
Un testo agile ma rigoroso che ci aiuta a fare chiarezza su un argomento di interesse comune: la nostra salute.


Che fine hanno fatto i nostri microbi?

M. J. Blaser
Aboca

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine tratta da www.abocamuseum.it

Stress e peso corporeo

5.10.2016 | 07:33

Ovvero, come un meccanismo salvavita può giocare brutti scherzi!

da Spunti di NutrizioneTutti noi, oggi, ci sentiamo “stressati”, nel senso che siano oberati di impegni, affaticati dalle corse con il tempo, sfiancati dalla costante sensazione di non farcela. Tuttavia, il termine stress dal punto di vista biologico è un adattamento molto antico che, in condizioni estreme, ci ha permesso di sopravvivere. Si tratta, infatti, di una serie di risposte efficientissime in grado di attivare le nostre riserve energetiche nei momenti in cui se ne presenti la necessità. Pensiamo, ad esempio, al bisogno di fughe veloci dinnanzi a un grosso predatore o a un terremoto. Nulla di più utile e positivo, dunque!
In realtà, però, così come lo viviamo oggi, lo stress diventa uno stato di allerta cronico che riserva non poche sorprese svantaggiose per la nostra salute. In primo luogo, è alla base della produzione continua di cortisolo, ormone deputato, fra molte altre cose, a stimolare il rilascio di glucosio nel sangue e la tendenza a scegliere cibi calorici (sempre per l’antichissimo “vizio” di utilizzare l’energia per salvarci la pelle!). Questa tendenza provoca un aumento della produzione di insulina che, una volta immessa nel sangue, favorisce accumulo di scorte adipose. La situazione di ipersecrezione insulinica protratta a lungo inibisce la risposta del cervello a un altro ormone importante: la leptina, prodotta dalle cellule adipose come segnale di sazietà. Le cose sono ulteriormente peggiorate dal fatto che lo stress a lungo termine e la conseguente produzione prolungata di cortisolo rendono il sonno più breve e meno riposante: questo innalza i livelli di grelina, ormone gastrico e pancreatico che stimola l’appetito. Inoltre, il ricorso a cibo calorico dovuto agli alti livelli di cortisolo si traduce oggi nella tendenza a consumare alimenti “consolatori” (comfort food) che un tempo non esistevano e che mettono a dura prova il nostro equilibrio metabolico. Tutto, dunque, gioca contro il mantenimento di un peso corporeo adeguato e saperlo ci aiuta a capire come uscire da questo loop che si autoalimenta. Insieme a scelte alimentari adeguate ed equilibrate, quindi, diventa importantissima anche la gestione dello stress.

Testo di Giusi D’Urso, immagine tratta dal libro “Spunti di Nutrizione ed altro…” MdS Editore

Orientarsi sulla sindrome dell’intestino irritabile – Letto per voi

23.9.2016 | 19:42

20160923_164021E’ un piccolo testo, maneggevole e di agile lettura, dedicato a chi voglia farsi un’idea chiara sulla colite, sulla sua origine, i sintomi e gli stili di vita adeguati per tenerla sotto controllo. Uno strumento di orientamento, per comprendere le funzioni intestinali e la loro complessità. E’ suddiviso in tre sezioni: dall’inquadramento clinico del gonfiore addominale, fino alle possibilità di intervento, passando per la comprensione delle cause della sindrome dell’intestino irritabile.
Una lettura gradevole e molto utile.

Colite. Qual è il problema?
Come orientarsi sulla sindrome dell’intestino irritabile.
Andrea Lugli e Giuseppe Ventriglia

Aboca

http://www.aboca.com/